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SIRT Società Italiana per la Ricerca Teologica

Collana Biblioteca "Ricerche teologiche"

Patì sotto Ponzio Pilato

Fabrizio Bosin - Carmelo Dotolo

La fede cristiana trova il suo punto nevralgiche e decisivo nell'evento pasquale, là dove la rivelazione del Dio della vita giunge alla sua pienezza di senso per ogni uomo. E' quanto enuncia il Credo che, nella narrazione della passione, morte e risurrezione di Gesù di Narazet, fissa la verità teologica e antropologica di un mistero la cui indefinibilità si iscrive nella libertà della misericordia creatrice di Dio. Lo snodo cristologico dell'articolo di fede pone in evidenza come il ridire la fede impatta nella concretezza storica di un evento che spiazza la logica argomentativa della riflessione sull'identità di Dio che non sia misurata sulla storia del Figlio. Il paradosso di un amore che mette in crisi qualsiasi progetto di autoemancipazione e autosoteria da parte dell'uomo, ridefinisce l'identità cristiana e la diakonia delle comunità ecclesiali, inserendole nella dinamica della vita capace di mordere l'apatia di una civiltà di morte, di violenza, di disperazione.

E' questa l'intenzionalità sottesa al IX Simposio della Società italiana per la ricerca teologica, svoltosi nella spelndida cornice alpina del convento santuario Madonna di Pietralba, che ha messo a tema il quarto e quinto articolo del Simbolo apostolico: "Patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte".

Proprio i passaggi della memoria Jesu Christi hanno scandito le tappe della riflessione e del confronto multidisciplinare che ha focalizzato la sua attenzione sul nesso tra morte e vita, sacramento del dramma pasquale, ma anche sfida di speranza. Se l'evento del Crocifisso mostra e significa, nella sua densità drammatica, la prossimità di Dio alla storia come anti-male e anti-sofferenza, non va sottaciuto il fatto che la sua esistenza profetica e messianica è stata all'origine di una morte che sembrava poter porre termine a una insopportabile critica allo status quo socioreligioso. La simpatia e la vicinanza di Gesù alle situazioni di sofferenza e ingiustizia, il suo impegno a favore di un regno connotato da un amore incondizionato e senza riserve, hanno reso l'evento della morte segno di un differente modo di essere, nel quale il dono della vita assume una paradigmaticità inoltrepassabile. Ma questo è il modo d'essere di Dio che nella prassi di Gesù, orientata verso la promozione del bene e la resistenza critica a ogni forma di dolore e oppressione, trova la sua rivelazione definitiva. Per questo, le prime comunità cristiane hanno sperimentato e annunciato che la vita con Dio è più forte della morte, Che questo sia il nucleo del kerygma pasquale, è più che evidente nella storia di uomini e donne che hanno vissuto nella prospettiva di donare se stessi, innestando nel quotidiano quel principio-speranza che non è fuga dal presente, ma assunzione di responsabilità nella comunione con Dio e nella solidarietà con l'altro. La fede nella risurrezione suona come protesta profetica contro la violenza che attenta alla libertà dell'uomo; ma è anche germe che alimenta il desiderio di resistere contro il mistero d'iniquità che, sovente, sembra azzerare le promesse del regno.

Ridire il mistero pasquale è, dunque, condividere l'esperienza della salvezza nella sua tensione universale che in Gesù Cristo ha trovato forma e significato. Ciò sta a indicare che l'evento Gesù rappresenta l'ermeneutica fondante la realtà della salvezza-liberazione; che essere-per-l'altro è il segreto per entrare nel mistero della vita e nella contraddizione dela storia della sofferenza umana; che la liberazione riguarda l'uomo e la vita nella sua globalità e che questa è la buona notizia per la storia contemporanea, nella quale la tentazione del nichilismo valoriale sembra anestetizzare e omologare la profezia della compassione, della lotta per i diritti del povero e dell'apertura all'altro.

E' questo (e non solo) la sinfonia tematica che i saggi raccolti lasciano alla riflessione di quanti percepiscono che ri-dire la fede è, in fondo, ricomprendere alla luce dei segni dei tempi l'originalità e la feschezza della rivelazione cristiana. Saggi che allargano e approfondiscono il cammino fin qui compiuto.

Non resta, pertanto, che ringraziare quanti hanno preparato il simposio, in particolare il prof. Fabrizio Bosin, e lo hanno arricchito con una presenza amichevole e speculativamente appasionata, nel desiderio di crescere nella comunione della fede. Un grazie va a coloro che, fondando la Società italiana per la ricerca teologica (SIRT) il 26 giugno 1989: Angelo Amato, Mercella Farina, Rino Fisichella, Andrea Milano, Cettina Militello, Carlo Rocchetta, Bruno Secondin, Salvatore Spera, hanno reso possibile uest'avvincente avventura di dialogo di ricerca, di laboratorio teologico interdisciplinare al servizio di una verità la cui conoscenza è il motivo stesso del pensare e vivere da credenti.

In particolare, un grazie va a Cettina Militello che ci ha introdotto con passione e lungimiranza, durante la sua presidenza (1995-2004), in questo percorso nella consapevolezza dell'urgenza di ripensare e ri-dire la fede come novum che si inserisce nel traditium che è all'origine dell'esistenza ecclesiale.

Carmelo Dotolo,
Presidente SIRT

Biblioteca di "Ricerche teologiche":

1. Il Credo oggi, Percorsi interdisciplinari, a cura di Carmelo Dotolo
2. Dio Padre Creatore. L'inizio della fede, a cura di Giovanni Giorgio
3. Gesù Cristo, figlio di Dio e Signore, a cura di Vincenzo Battaglia e Carmelo Dotolo
4. Concepito di Spirito Santo, nato dalla Vergine Maria, a cura di Carmelo Dotolo e Cettina Militello
5. Patì sotto Ponzio Pilato..., a cura di Fabrzio Bosin e Carmelo Dotolo

 

 

Per contattare gli autori:
brosame@tin.it
dotolo@carmelodotolo.eu

 

BOSIN F. - C. DOTOLO (a cura di), Patì sotto Ponzio Pilato, EDB, Bologna 2007, pp. 280