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SIRT Società Italiana per la Ricerca Teologica

Contributi

La storia e lo scopo della S.I.R.T. nel post-concilio e nel panorama teologico italiano contemporaneo

di Gianfranco Calabrese

La Società Italiana per la Ricerca Teologica (S.I.R.T.) è stata fondata a Roma il 26 giugno 1989 da Angelo Amato, Marcella Farina, Rino Fisichella, Andrea Milano, Cettina Militello, Carlo Rocchetta, Bruno Secondin, Salvatore Spera. Tale Associazione nell’intenzione dei Soci fondatori e, in seguito, nel lavoro di riflessione e di ricerca degli associati ha quello di contribuire e far maturare la collaborazione in senso interdisciplinare tra i docenti, gli studiosi e i ricercatori di varie aree disciplinari, intra ed extra-ecclesiali (teologia, filosofia, storia, patrologia, sacra scrittura, scienze umane, biologia, psicologia, comunicazione sociale, arte, letteratura…). Questo lavoro sinergico e questo confronto, proficuo e interessante, ha permesso con il tempo di ripensare la ricerca e la metodologia delle stesse scienze teologiche, superando il rischio solipsistico dell’autosufficienza e il sottile pericolo della diffidenza e promuovendo una metodologia “simpatica” del confronto e dell’ascolto vicendevole.

Esempi tipici di questa metodologia della ricerca teologica e un riuscito servizio ecclesiale della S.I.R.T. al cammino culturale della Chiesa e della teologia in ambito italiano, e, in qualche modo e in alcune occasioni in ambito internazionale, sono stati i tredici Simposi, organizzati e svolti in questi anni dall’Associazione dal 1991 fino al 2008. In questi Simposi lo stile interdisciplinare di ricerca e di riflessione ha impegnato tutta l’Associazione con la partecipazione di esperti e ricercatori di altre discipline per “Ridire il Simbolo di fede oggi”. Un percorso impegnativo, ricco di scoperte e di sollecitazioni, di risultati, che ha aperto anche nuove questioni. Gli atti dei Simposi sono pubblicati nella collana Biblioteca di “Ricerche Teologiche”. Tale cammino, al tempo stesso, ha fatto maturare nella S.I.R.T. la consapevolezza, che nel contesto soci-culturale e teologico-ecclesiale contemporaneo, non è possibile annunciare la fede e far gustare il tesoro della tradizione della chiesa cattolica, se non si tenta in modo sinergico di ricercare ed elaborare, alla luce della nuova sensibilità religiosa, culturale, artistica e filosofica, politica e scientifica, psicologica e storico-patristica, un linguaggio teologico e catechistico rinnovato, capace di parlare all’uomo contemporaneo e alle istituzioni di oggi.

I Simposi non sono l’unica attività della S.I.R.T., ma essi sono l’espressione di un modo di riflettere, di ricercare, e di elaborare la riflessione teologica secondo le indicazioni del Concilio Vaticano Secondo: “Infatti gli studi recenti e le nuove scoperte delle scienze, della storia e della filosofia, suscitano nuovi problemi che comportano conseguenze anche per la vita pratica ed esigono anche dai teologi nuovi indagini. I teologi sono inoltre invitati, nel rispetto dei metodi e delle esigenze proprie della scienza teologica, a sempre ricercare modi più adatti di comunicare la dottrina cristiana agli uomini della loro epoca, perché altro è il deposito o le verità della fede, altro è il modo con cui vengono enunziate, rimanendo pur sempre lo stesso il significato e il senso profondo” (GS 62: EV1/1527).

Un aspetto che caratterizza l’Associazione è il lavoro di ricerca condiviso e la collaborazione tra i diversi teologi e docenti di altre discipline nella correzione e nell’approfondimento dei propri risultati scientifici. La ricerca teologica non nasce solo dall’intuizione di ciascuno e dalle situazioni o dalle emergenze storico culturali, ma si alimenta anche a partire dai suggerimenti di colleghi o di esperti più anziani che, con il tempo, hanno maturato una esperienza nel campo teologico, filosofico o storico-patristico. In questo senso nella S.I.R.T. i giovani teologi e ricercatori possono trovare una collocazione non marginale né periferica, ma un ruolo fondamentale. Essi sono sollecitati ad intraprendere percorsi di approfondimento e di ricerca e ad avere la possibilità di poter pubblicare i risultati del proprio lavoro teologico inserendosi in questo modo nell’ambiente teologico e culturale italiano. Questa formazione dei futuri docenti delle Facoltà teologiche non solo deve impegnare i vescovi diocesani, ma anche le stesse Istituzioni accademiche e culturali presenti in Italia, per facilitare e preparare un futuro per la teologia e la cultura cristiana in Italia: “Sarà cura dei vescovi curare che giovani capaci per indole, virtù e ingegno vengano inviati, in speciali istituti, facoltà o università, affinché nelle scienze sacre o in altre che sembrino opportune, si preparino sacerdoti muniti di una formazione scientifica più profonda, che siano in grado di soddisfare alle varie esigenze dell’apostolato” (OT 18: EV1/812). Ed a riguardo dei laici: “…il vero apostolo cerca le occasioni per annunciare Cristo con la parola sia ai non credenti per condurli alla fede, sia ai fedeli per istruirli, confermarli ed indurli ad una vita più fervente; «infatti l’amore di Cristo ci sospinge» (2 Cor. 5, 14) e nel cuore di tutti devono echeggiare le parole dell’apostolo: «Guai a me se non annunciassi il vangelo» (1 Cor. 9,6). Siccome in questo nostro tempo sorgono nuovi problemi e si diffondono gravissimi errori che cercano di distruggere dalle fondamenta la religione, l’ordine morale e la stessa società umana, questo sacro concilio esorta vivamente i laici, perché, secondo le doti di ingegno e la dottrina di ciascuno, seguendo il pensiero della chiesa, adempiano con più diligenza la parte loro spettante nell’enucleare, difendere e rettamente applicare i principi cristiani ai problemi attuali” (AA. 6: EV1/935-936).

Questa promozione dei giovani ricercatori, in campo accademico e teologico non è un fatto insignificante né secondario. Infatti, in Italia i centri di ricerca e i laboratori teologici, le stesse riviste non sono numerosi e poche sono le città dove le facoltà teologiche hanno una lunga tradizione, un’incidenza e un prestigio riconosciuto. Per questo diventa difficile per i giovani riuscire ad inserirsi all’interno di percorsi di ricerca significativi e a confrontarsi con persone che hanno maturato un’esperienza e una competenza riconosciuta. La S.I.R.T. è davvero una palestra e una luogo dove la competenza, la docenza, le aspirazioni e i progetti di ciascuno diventano patrimonio condiviso e ricchezza comune: “l’Associazione, che non ha scopo di lucro, si propone di promuovere l’investigazione critico-scientifica interdisciplinare in campo teologico e la comunicazione degli obiettivi con essa raggiunti in corso d’opera” ( art. 3 Statuto).

In questo modo la S.I.R.T. contribuisce con la propria attività a far maturare nella Chiesa e nella società in Italia l’interesse per la ricerca teologica e per il confronto interdisciplinare. Inoltre essa promuove nelle chiese locali le personalità che desiderano dare tempo ed energia alla formazione e all’aggiornamento nell’ambito della tradizione teologica italiana. Infine essa permette a coloro che lo desiderano di uscire da una mentalità provinciali e periferica, ancora oggi presente in alcune chiese locali, sia a riguardo dell’insegnamento delle discipline teologiche, sia a proposito della formazione dei docenti, soprattutto dei presbiteri e dei religiosi.

Le attività di formazione e di aggiornamento, lo spazio che viene offerto ai docenti, ai ricercatori e ai cultori universitari di presentare il proprio lavoro di studio e di ricerca sulla rivista dell’Associazione, “Ricerche Teologiche”, e di partecipare ai simposi, sono un modo interessante e un’occasione idonea che la S.I.R.T. offre nel contesto della Chiesa in Italia per far maturare sempre più una teologia contestualizzata e significativa. A queste attività di formazione e di aggiornamento sono invitati anche il personale docente della scuola di ogni ordine e grado, che insegna religione o che è interessato alla cultura religiosa. Questo servizio dell’Associazione contribuisce a diffondere in Italia una passione e un desiderio nei giovani circa le discipline teologiche e, al tempo stesso, permette di approfondire in modo scientifico le più svariate tematiche, che fanno parte di un patrimonio di fede della chiesa nel contesto della cultura europea ed internazionale.

Gli opportuni collegamenti che attraverso la S.I.R.T. è possibile stabilire non solo tra docenti di diverse discipline ecclesiastiche, ma anche tra i cultori di materie scientifiche, tecniche ed economiche, orienta la ricerca teologica verso una comunicazione della fede e una rielaborazione dottrinale che è necessaria nel contesto culturale contemporaneo. E’ fondamentale, infatti, far maturare un profondo confronto tra la teologia e la cultura contemporanea per realizzare un creativo e fedele servizio alla stessa trasmissione della fede e al magistero della Chiesa. Non è dunque nella ripetizione dei contenuti né nella staticità della dottrina che si realizza una significativa azione scientifica e un efficace servizio teologico, ma nel coraggio – come ci ricorda il Concilio Vaticano II – nel confronto, nel dialogo e nell’elaborazione di nuovi percorsi metodologici, che è possibile attuare una reale mediazione culturale e realizzare la finalità, peculiare e profetica, della teologia cattolica all’interno del panorama ecclesiale e sociale italiano.

In questa prospettiva, allora, non si deve dimenticare che l’Associazione, attraverso la competenza e la passione di alcuni soci, ha avviato anche una proficua interazione tra la riflessione teologica e l’arte cristiana. Il cammino della bellezza può comunicare la fede e può permettere l’approfondimento scientifico della tradizione cristiana. Questo percorso che la S.I.R.T. sta realizzando si concentra soprattutto nella rilettura del Simbolo apostolico. Nell’arte cristiana, antica, moderna e contemporanea, è possibile cogliere aspetti e messaggi, che la semplice espressione linguista concettuale e verbale non sempre mette in luce a sufficienza. Anzi in alcune occasioni l’elaborazione concettuale non riesce neppure ad esprimere del tesoro della fede cristiana ciò che l’arte figurativa e musicale invece riescono a trasmettere. Per questo diventa un servizio scientifico, teologico e interdisciplinare, quello di far parlare e di far esprimere la cultura teologica attraverso la grammatica e la sintassi dell’arte e dell’espressione plastico-figurativa: “L’uomo, inoltre. Applicandosi allo studio delle varie discipline, quali la filosofia, la storia, la matematica, le scienze naturali, e occupandosi di arte, può contribuire moltissimo ad elevare la umana famiglia a più alti concetti del vero, del bene e del bello e ad un giudizio universale valore: in tal modo questa sarà più vivamente illuminata da quella mirabile sapienza, che dall’eternità era con Dio, disponendo con lui ogni cosa, ricreandosi nell’orbe terrestre e trovando le sue delizie nello stare con i figli degli uomini” (GS 57: EV1/1506).

L’Associazione, inoltre, attraverso la propria rivista e i volumi della collana tenta di coinvolgere, di dialogare e di interagire anche con le altre associazioni e con le università teologiche e civili sia in Italia sia all’estero. Tuttavia, la S.I.R.T., ha come proprio specifico ambito di azione il dialogo con la cultura italiana. Infatti, i soci della S.I.R.T. si pongono a servizio del progresso, della crescita, della valorizzazione e della diffusione in Italia della riflessione teologica e, al tempo stesso, cercano di mediare a partire dalla categorie culturali italiane la ricchezza del patrimonio dottrinale cristiano e del magistero della Chiesa. In tale ambito le problematiche, le obiezioni, le questioni, che sono tipiche e specifiche della ricerca culturale interdisciplinare in Italia, sollecitano e interpellano i soci della S.I.R.T. al fine di affrontare nuovi percorsi teologici e sondare possibili campi di ricerca, capaci di rendere la riflessione teologica significativa ed incisiva e, al tempo stesso, di proporre nuove categorie e nuovi concetti. D’altronde non si deve dimenticare come la situazione culturale e l’incidenza della fede cristiana in Italia sia all’interno delle comunità cristiane sia nella società civile è carente e priva di una reale consistenza. Per questo motivo, occorre impegnare energie sia umane sia economiche per recuperare il terreno che con il tempo e con una insipiente disattenzione del valore della cultura nell’annuncio della fede ha prodotto un distacco e, in alcuni momenti, anche una contrapposizione. La S.I.R.T. fa proprio in quest’ottica il fondamentale rapporto tra la fede e la ragione.

In questo percorso culturale l’Associazione pone una particolare attenzione e offre una speciale opportunità ai laici in generale e alle donne in particolare affinché anche per loro la ricerca scientifica e teologica diventi possibile e non sia solo appannaggio dei presbiteri. In questo modo la stessa ricerca teologica può uscire dalle aule e da alcuni ambienti e confrontarsi con questioni che interessano il mondo e al tempo stesso valorizzare la originalità e la peculiarità della riflessione al femminile, senza privilegi di genere, ma anche senza esclusione di sorta. La questione femminile e la stessa riflessione teologica a partire dalla donna ha avuto in campo europeo e americano un notevole sviluppo e finalmente anche in Italia ha trovato un proprio spazio di confronto accademico in ambito teologico. La S.I.R.T. con alcune socie sta contribuendo a far sì che l’originalità e la peculiarità della riflessione al femminile trovi nella teologia un proprio riconoscimento e una possibilità espressiva di ricerca e di elaborazione. Questa duplice finalità – promozione dell’impegno dei laici nella riflessione teologica e della ricerca e dell’approfondimento dei problemi dei laici e delle donne nella chiesa – l’Associazione la realizza certamente nel proprio percorso interdisciplinare e teologico, ma anche nell’ Istituto Costanza Scelfo, divisione di competenza scientifica della S.I.R.T. dal 23 aprile 1993, Dipartimento di cui direttrice è la prof. Cettina Militello. L’Istituto è sorto il 7 marzo 1983 per volontà della famiglia di Costanza Scelfo, una giovane donna, laica e sposata, studentessa di teologia che al momento della morte, il 18 gennaio 1983, lavorava al tema dei laici in A. Rosmini per la sua tesi di licenza. In tal modo la famiglia ha voluto ricordarne l’impegno nello studio e nell’approfondimento della teologia. Già a Palerno l’Istituto ha organizzato un percorso di ricerca mediante colloqui su temi: Donne e chiesa (1984); Donne: studi, ricerca, insegnamento della teologia (1985); Laici-chierici: dualismo ecclesiologico (1986); Teologi laici nelle chiese cristiane (1987); Donne e ministero: un problema ecumenico (1989). Da quando è diventato dipartimento della S.I.R.T., l’Istituto ha continuato la sua attività con i colloqui che si sono svolti con cadenza biennale presso la Facoltà Teologica Marianum in Roma: Fondamenti antropologici e teologici della identità maschile e femminile (1994); Modelli e forme di profezia laicale (1996); Donne e teologia: bilancio di un secolo (1998); Modelli e forme di santità laicale (2001); Donne e teologia: a quarant’anni dal Concilio Vaticano II (2005). Da questi colloqui sono state pubblicati numerosi volumi.

Un’altra Divisione di competenza scientifica della S.I.R.T. è “Sala Barberini”. La sala Barberini, con sede a Barletta, opera da più di quindici anni e organizza due cicli di attività: la Primavera di S. Chiara e l’Autunno del Tempio, la prima a carattere monografico e la seconda più diversificata. Il lavoro della Sala Barberini, in questi anni, si è concretizzato in una serie di pubblicazioni della Biblioteca Diocesana Pio IX di Barletta a cura del prof. Salvatore Spera. Tale realtà territoriale e teologico-culturale- accolta dal Comitato Scientifico il 28 gennaio 1995 su richiesta del prof. Salvatore Spera, è un buon laboratorio di divulgazione e di sperimentazione, come è possibile verificare dai colloqui e dalle pubblicazioni, del processo di avvicinamento tra studi teorici e ricaduta di questi sul territorio.

Un’altra realtà territoriale, che è anche un’ottima occasione per rendere attiva e partecipata la collaborazione tra il nord e il sud d’Italia, tra la sensibilità culturale e teologica meridionale e settentrionale è la Sezione Territoriale S.I.R.T. della Sicilia. In occasione, infatti, del V simposio S.I.R.T., gli soci della regione Sicilia hanno formulato richiesta di istituire una sezione territoriale che, condividendo gli scopi della S.I.R.T., diffonda le finalità dell’Associazione e faciliti in loco la ricerca e l’approfondimento di questioni teologiche già allo stadio dell’Associazione. Questa richiesta accolta il 16 aprile 2000 ha avviato un percorso virtuoso di radicamento della S.I.R.T. sul territorio e all’interno delle diverse realtà culturali e teologiche, istituzionali e ecclesiali, che sono la ricchezza e la peculiarità della realtà nazionale italiana. La strada è ancora lunga e richiede un maggiore sforzo e un’attenzione da parte di tutta l’Associazione verso il territorio.

Un altro spazio che si è aperto e che richiede anch’esso una più attenta e diffusa partecipazione da parte di tutti gli associati e dei simpatizzanti è il sito della S.I.R.T. : www.sirt-italia.it
Attraverso questo sito le attività, le iniziative e le questioni associative e la stessa ricerca della S.I.R.T. e dei singoli soci vengono immesse in rete e possono diventare patrimonio comune e occasione interdisciplinare di approfondimento, di scambio e di valorizzazione culturale.