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Interviste teologiche
Carmelo Dotolo - Giovanni Giorgio
Presentazione: un po' di storia per l'occasione
di Giovanni Giorgio
Segretario della Società Italiana per la Ricerca Teologica
Direttore della rivista «Ricerche Teologiche»
La Società Italiana per la Ricerca Teologica (1) nasce a Roma il 26 giugno 1989 per l'iniziativa di Angelo Amato, Marcella Farina, Rino Fisichella, Andrea Milano, Cettina Militello, Carlo Rocchetta, Bruno Secondin e Salvatore Spera. Non è difficile riconoscere nomi divenuti col tempo importanti nella scena italiana e internazionale non solo teologica. I Presidenti succedutisi negli anni sono stati: Carlo Rocchetta (dal 1989 al 1995), Cettina Militello (dal 1995 al 2004) e Carmelo Dotolo (dal 2004 a oggi). I Segretari sono stati: Giuseppe Occhipinti, Cristina Carnicella e Giovanni Giorgio. L'associazione comprende attualmente 83 soci, di cui alcuni non italiani, distinti in soci fondatori, ordinari, straordinari e onorari.
Proprio l'anniversario dei primi vent'anni di vita della SIRT è stata l'occasione per proporre al pubblico le interviste pubblicate negli anni sulla rivista «Ricerche Teologiche», organo della SIRT, che vengono qui introdotte da Carmelo Dotolo, secondo lo spirito che ha animato la ricerca teologica della SIRT fin dagli inizi. Rispetto alla pubblicazione sulla rivista sono stati omessi, come d'uopo, tutti i riferimenti evidentemente circostanziali, come pure le ricche schede biobibliografiche che, a volte, introducevano il personaggio intervistato. Alcune essenziali notizie sugli intervistati sono state riportate in nota, all'inizio dell'articolo, rimandando ad altre sedi più opportune eventuali approfondimenti da parte del lettore. Pure in nota sono stati riportati i riferimenti bibliografici di ciascuna intervista.
Il progetto di una nuova associazione teologica maturò in seguito alla presa di coscienza di un certo ripiegamento su se stessa della teologia italiana di quegli anni. In particolare i soci fondatori vollero porre l'accento sulla pratica di un più marcato dialogo della teologia con discipline ed esperienze altre: dalla filosofia contemporanea alle scienze 'dure', dalla sociologia all'antropologia, dall'esperienza artistica all'esperienza pedagogica, e così via. Evitare di lasciarsi interpellare da queste sfide (dal 'pensiero debole' al 'post-umano', dalle neuroscienze all'antropologia culturale, ecc.), anche dove queste raggiungono livelli di una certa ruvidezza, comporterebbe il rischio di ricoverare il sapere teologico in nicchie troppo protette per poter incidere in qualche modo nel panorama culturale. Per questo la SIRT annovera tra i suoi soci anche esperti di discipline altre dalla teologia.
Ma un'altra istanza era vivamente avvertita dai soci fondatori. La teologia italiana, specie quella post-conciliare, non raramente soffriva di un certo complesso di inferiorità nei confronti di altre tradizioni teologiche europee (quella francese, tedesca, olandese, ecc.). L'impegno della SIRT si è allora concretato in una volontà di attenzione alla tradizione teologica italiana in particolare, la quale, per il lavoro assiduo e serio di molti studiosi, evidentemente non solo della SIRT, ha vieppiù recuperato una consapevolezza sempre più matura.
Queste fondamentali ragioni riecheggiano nello Statuto della SIRT, il quale recita all'art. 3 che l'associazione « si propone di promuovere l'investigazione critico-scientifica interdisciplinare in campo teologico e la comunicazione degli obiettivi con essa raggiunti in corso d'opera, in coerenza con il patrimonio di fede della Chiesa, nel contesto della cultura europea e internazionale, e più specificatamente della tradizione teologica italiana».
Ma la SIRT avvertì un'ulteriore esigenza, quella di andare incontro a giovani e promettenti teologi e teologhe, che, almeno vent'anni fa, non sempre riuscivano a trovare sufficiente spazio nelle riviste specializzate, per potersi proporre agli inizi del loro lavoro. Fu così che la rivista «Ricerche Teologiche», organo ufficiale ove i soci della SIRT regolarmente pubblicano i propri interventi, si offrì anche come 'palestra', per dir così, per le prime, ma non per questo acerbe, esperienze di studio dei soci più giovani. La rivista si avvia a compiere vent'anni di vita nel 2010, e, attualmente, occupa uno spazio preciso nel panorama teologico non solo italiano. Vale qui la pena di ricordare i direttori che nel tempo si sono succeduti nella sua conduzione a partire dal n. 1 che vide la luce nel 1990: Angelo Amato, affiancato da Enrico dal Covolo; quindi dal 2000 Enrico dal Covolo affiancato da Vincenzo Battaglia; dal 2002 Vincenzo Battaglia, affiancato, a partire dal 2005 da Giovanni Giorgio; dalla seconda metà del 2006 Giovanni Giorgio.
A fianco alla rivista è da ricordare la collana Biblioteca di «Ricerche Teologiche» , per i tipi delle Edizioni Dehoniane, la quale ha ancora oggi come curatore Carmelo Dotolo. Esordì con il volume edito da Rino Fisichella nel 1993, Noi crediamo. Per una teologia dell'atto di fede , frutto del I Simposio dell'associazione, svoltosi a Roma nel 1991. Oltre agli atti del Simposi che regolarmente sono stati pubblicati, la collana ha ospitato anche lavori di singoli soci.
Nel corso degli anni la SIRT ha via via articolato il raggiungimento dei propri fini statutari anche con la creazione di due Divisioni scientifiche: la prima è la Sala Barberini , con sede in Barletta, la quale, sorta intorno al 1985, a partire dal 1995 è diventata dipartimento della SIRT. Essa ha curato due cicli annuali di attività: la Primavera di S. Chiara e l' Autunno del Tempio ¸di cui la prima a carattere monografico, la seconda più diversificata. Il lavoro della Sala Barberini negli anni si è concretizzato in una serie di pubblicazioni della Biblioteca Diocesana Pio IX di Barletta a cura di Salvatore Spera, direttore dalla Sala.
Notevole è anche il lavoro svolto negli anni dall'Istituto Costanza Scelfo per i problemi dei laici e delle donne nella Chiesa, altra Divisione di competenza scientifica della SIRT, diretta da Cettina Militello. L'Istituto è sorto il 7 marzo 1983 ed è successivamente diventato dipartimento della SIRT per volontà della famiglia di Costanza Scelfo, una giovane donna, laica e sposata, studentessa di teologia, che al momento della morte, il 18 gennaio 1983, lavorava al tema dei laici in Antonio Rosmini per la tesi di licenza. Ricordandone l'impegno nello studio e nell'approfondimento della teologia, l'Istituto si assegnato come ambito di ricerca i problemi dei laici e delle donne nella Chiesa, appunto. La ricerca di è svolta attraverso nove Colloqui prima a Palermo e, a partire dal 1994 a Roma presso la Facoltà Teologica Marianum. Gli ultimi lavori, pubblicati per i tipi delle Edizioni Dehoniane di Bologna e a cura di Cettina Militello, sono stati: Chiesa di santi (2005) e Il Vaticano II e la sua ricezione al femminile (2007).
Una menzione merita infine l'istituzione, per la Sicilia, di una sezione territoriale della SIRT a partire dal 2000.
L'attività dell'Associazione, tuttavia, trova la sua massima espressione nei Simposi che, a partire dall'anno 1991 ne hanno scandito la vita, rappresentando, oltre che luoghi di appassionata ricerca, luoghi di altrettanto appassionata amicizia. Importante in quest'ambito è il lavoro iniziato nel 2000 in occasione del Giubileo e dell'inizio del terzo millennio cristiano. Su particolare sollecitazione dell'allora Presidente Cettina Militello, l'associazione, in collaborazione con il Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana, ha messo a tema della sua ricerca gli articoli del Simbolo Apostolico. Lo sforzo tentato è quello di voler ri-dire il simbolo della fede oggi, dialogando interdisciplinarmente in modo serrato e proficuo per arrivare, a fine lavoro, ad una riformulazione attraverso vari linguaggi del Credo apostolico. Il lavoro di analisi degli articoli sarà ultimato entro l'anno prossimo. Gli atti dei simposi sono pubblicati per le Edizioni Dehoniane di Bologna. Gli ultimi volumi pubblicati sono stati Salì al cielo... (2007) a cura di Giovanni Giorgio e Calogero Caltagirone e Credo nello Spirito santo (1008) a cura di Giovanni Giorgio e Mary Melone.
1. Viene qui ripresentato, sia pure con alcuni aggiornamenti, l'articolo comparso in «Vita pastorale» XCV (2007) 7, pp. 68-69, dal titolo Ri-dire la fede in vari linguaggi .